Vivere il confinamento in cohousing, la forza della comunità.

Questo momento di isolamento è una lente che amplifica il valore delle relazioni umane facendo emergere l’importanza dei rapporti di scambio solidale, capaci di generare qualità nella vita.
Questo momento ci mostra la vera ricchezza di vivere in un cohousing, in cui avere una comunità vicina è un valore aggiunto già nella normale quotidianità ed ancor più oggi. Fare la spesa per il vicino, utilizzare il giardino comune, aiutare i bambini nello studio sono normali attitudini e scambi tra vicini in un cohousing.

Con la rottura delle reti di mutualità, nonni, nipoti e famiglie si ritrovano, in questi giorni, lontani. Affiora così l’importanza e la preziosità delle relazioni di prossimità nella gestione delle nostre vite, relazioni che sono alla base delle comunità di cohouser.
Anche l’importanza degli spazi di vita è emersa durante l’isolamento di questi mesi. Spazi nuovi della casa, del condominio vengono riscoperti ed utilizzati in modi forse dimenticati: come i cortili che stanno riprendendo vita con la bella stagione che si annuncia. La possibilità di avere spazi comuni e condivisi propria dei cohousing mostra il valore aggiunto di un giardino, una terrazza, un salotto o una zona lavoro a disposizione della comunità.

Le comunità di cohousers che convivono in questa quarantena hanno molto da raccontare, piccoli gesti e nuovi progetti che rendono la vita di tutti i giorni più fluida, semplice e condivisa.

1. Claudia e Nadir che vivono al Co-housing Numero Zero a Torino ci hanno regalato questo racconto:

“la comunità di cohouser è molto attiva in questi giorni e impegnata in progetti di solidarietà verso il vicinato, come ad esempio la creazione di un nuovo gruppo di acquisto a sostegno dei produttori locali della collina.

Qui riusciamo ad innescare una serie di progetti virtuosi di solidarietà e soccorso mutuo che non sono limitati dentro le mura del nostro cohousing”.

2. Marianne Dickinson, consulente per lo sviluppo del design nei suoi anni 70 anni, vive in una comunità di cohousing nel New Mexico, una intervista su Curbed:

“il cohousing in sé è una scelta di vita consapevole ed intenzionale: il mondo non funziona come dovrebbe … e dobbiamo iniziare a modellare un modo diverso di stare l’uno con l’altro e in questo momento sta emergendo l’importanza di avere rapporti di vicinato attivi e basati su una relazione di comunità, fiducia e amicizia.”

3. Il cohousing Base Gaia di Milano dice RESTIAMO ‘VICINI’ link :

“in questi giorni difficili la con-vivenza merita la sua cura speciale. Bambini che han voglia di vedersi, adulti che han voglia di parlarsi e fare. Le diversità famigliari, le sensibilità personali, qualcuno che continua a lavorare…
Ci siamo dati delle regole, che rispettassero quelle di tutti, che considerassero la sicurezza il più possibile ma tutelassero anche i bisogni di alcuni (aiuto nella gestione dei piccoli, l’ansia, la tenuta psicologica) e la libertà individuale. Stiamo in casa, quindi, ma i bimbi, che si sono sempre visti sin dalla chiusura delle scuole per il Carnevale, si incontrano ancora, in piccolissimi gruppi, per attività e giochi. I grandicelli in piccolissimi gruppi fanno i compiti insieme alla giusta distanza. La stessa cosa per gli adulti: lavori nel condominio e aiuto reciproco. Niente amici altri, ma aiuto interno e fiducia sì. Devo andare a far la spesa: chi ha bisogno di qualcosa? Devo telelavorare: il piccolo a chi lo posso affidare?
Restiamo umani e restiamo vicini, alla giusta distanza.”

4. Vicino sostiene vicino, un cohousing di Boulder in Colorado:

“la comunità di cohousers ha deciso di istituire una cassa di mutuo soccorso per sostenere i vicini che hanno perso il lavoro per il coronavirus. Ogni famiglia che può contribuisce alla cassa comune.”

5. Patrizia, Yasmine, Sarah di Mehr als Wohnen co-housing, Hunziker Areal, Zurigo link

“sono un’insegnante della scuola primaria e conosco le difficoltà di bambini, studenti e ragazzi in questo momento soli nell’apprendimento. Ho creato un punto di bookcrossing all’interno degli spazi comuni, suddivisi per materia, fornisco materiale didattico per aiutare i genitori nel sostegno scolastico dei propri figli. Credo sia importante.”

6. Quimper Village cohousing a Port Townsend, Washington link:

“i vicini si aiutano l’un l’altro a condividere la spesa, a raccogliere ricette di routine come gruppo, piuttosto che a casa, e nel complesso a ridurre tremendamente i rischi mantenendo legami sociali e contatti all’interno della comunità di cohousing . In altre parole, il cohousing lavora per ridurre notevolmente i contatti evitando l’isolamento e creando una rete di supporto in generale.”

E tu come vivresti questo confinamento se fossi in cohousing?

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