Il cohousing, in italiano co-residenza, è un modello di abitare che “definisce degli insediamenti abitativi composti da alloggi privati, corredati da ampi spazi comuni (coperti e scoperti) destinati all’uso collettivo e alla condivisione tra i co-residenti (in inglese cohousers)1.

Secondo una ricerca sulla casa in Italia da parte di Casa.it2 , il 43% degli intervistati afferma che vivrebbe in cohousing (8%) o di prenderlo in considerazione (35%)3.

In Italia tuttavia, le ultime ricerche censiscono meno di 40 esempi di abitare collaborativo.4 La distanza tra i due numeri è evidente, e segnala la mancanza di una risposta ad una domanda abitativa emergente ed innovativa.

La domanda sociale

Il cohousing prevede la costituzione di una comunità intenzionale impegnata nella produzione e gestione degli spazi condivisi, senza rinunciare alla privacy dei singoli alloggi privati. Questo modello abitativo, capace di coniugare individualità e socialità, a quali domande può rispondere?

1. Il cohousing può contrastare l’isolamento e rispondere alla domanda sociale di cura

Al 2019 il 33,3% delle famiglie italiane è composta da una persona sola. Questa quota è cresciuta di oltre 10 punti negli ultimi 20 anni. In numeri assoluti questo vuole dire 8.325.000 persone in più in 20 anni, per un totale di 25 milioni 700 mila famiglie unipersonali. Se si rivolge lo sguardo ad una scala regionale, la percentuale può ancora salire: in Piemonte, ad esempio, è pari al 36,5%.

Il tasso di fecondità totale, nello stesso tempo decresce e scende a 1,29 figli per donna nel 2018. I nati vivi, che nel 2018 erano 439.747, arrivano nel 2019 a 420.170, nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia – il picco, sopra il milione, è nel 1964. L’effetto di queste tendenze è una diminuzione costante del numero medio di componenti della famiglia che è passato da 2,7 (media 1998-1999) a 2,3 nel biennio 2018-2019. La diminuzione delle nascite si affianca alla posticipazione del calendario riproduttivo, che vede l’evento “nascita” verificarsi in età sempre più avanzate: l’età media del parto delle donne residenti in Italia, infatti, cresce e arriva a 32 anni nel 2018.

Al contempo aumenta la speranza di vita, attestandosi, nel 2019, a 81 anni per i maschi e 85,3 anni per le femmine.

Nel corso degli anni il continuo aumento della sopravvivenza nell’età più avanzata e il costante calo della natalità hanno reso l’Italia uno dei paesi più vecchi al mondo, con un indice di vecchiaia al 1° gennaio 2020 pari al 178,4%.

Gli over 65 rappresentano il 23% della popolazione, destinato a diventare il 30% entro il 2023. Tra la popolazione over 65, inoltre, 4 milioni di persone (15,5%) vive solo.

Mentre la popolazione anziana aumenta, diminuisce la percentuale di giovani: nel 2015 la percentuale di popolazione italiana avente tra i 20 e i 34 anni è pari al 16,4%. La media della UE a 28 Paesi si attesta oltre 2 punti più in alto (al 18,8%), mentre a livello globale, per lo stesso anno, la quota è pari al 23,8%.

I dati citati confermano un trend complessivo di definitiva dissoluzione della famiglia allargata, che, unita alla crescente frammentazione della società odierna, contribuisce a generare indebolimento delle reti sociali, anomia e solitudine.

Il 55° Rapporto Censis sulla società italiana al 2021 mette in luce la perdita di una rete di sostegno minuta, in Italia culturalmente legata alla famiglia, che provvede alla cura reciproca e al bisogno di socialità. Il rapporto annuale Istat del 2020 evidenzia inoltre il dato di una popolazione progressivamente più anziana, per la maggior parte costituita anch’essa da nuclei unipersonali e per la quale il bisogno di cura è ancora più urgente.

Il cohousing costruisce una “comunità intenzionale” che può rispondere a questa domanda sociale favorendo l’integrazione e l’aiuto reciproco. La condivisione di spazi e servizi consente di aiutarsi gli uni con gli altri: l’amministrazione della casa, le attività domestiche, la cura dei figli e degli anziani, vengono gestite collettivamente, spartendo l’impegno di ognuno tra tutti e rispondendo al bisogno di cura, socialità e personalizzazione degli spazi abitativi delle vecchie e nuove generazioni. Si ricostituisce così la famiglia allargata “perduta”, attraverso nuclei, non legati da un vincolo di parentela, ma che hanno in comune il progetto e la gestione della propria casa e che partecipano collettivamente alle attività del vivere insieme.

2. Le difficoltà di accesso alla casa, oggi

La casa è la principale forma di investimento del risparmio degli italiani: quasi il 70% delle famiglie vive in un’abitazione di cui è proprietario. Tuttavia tra i giovani under 35, i proprietari della casa in cui abitano sono 1.562.698, ovvero solo il 2,6% della popolazione italiana

Pochi i giovani proprietari di casa, molti invece coloro che risiedono con la famiglia d’origine. Rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europa, l’Italia registra un alto tasso di giovani che vivono ancora con i genitori: nella fascia d’età 18-24 anni la percentuale è pari al 92,6%, contro una media europea del 78,9%; nella fascia d’età 25-34 anni la quota rappresenta il 48,4%, un dato molto elevato rispetto alla media dell’UE, pari al 28,9%.

In conseguenza dello spostamento in avanti delle tappe che contraddistinguono il passaggio alla vita adulta – quali termine degli studi e inserimento nel mercato del lavoro, uscita dalla famiglia di origine, formazione di un’unione – in Italia si diventa genitori sempre più tardi. Per le donne l’età media alla nascita del primo figlio è di 32 anni nel 2018, in continuo aumento dal 1980, quando questa era di 26 anni.

Un fattore determinante in tale ritardo è la debolezza economica dei più giovani, intesa in termini di difficoltà nel sostenere le spese legate all’abitazione.Il tasso di sovraccarico del costo degli alloggi è la percentuale della popolazione che vive in famiglie in cui i costi totali degli alloggi rappresentano più del 40% del reddito disponibile.

Questa percentuale si attesta in media al 38% per redditi inferiori a 1.800 €/mese, mentre scende al 10,7% per redditi superiori a 2.400 €/mese. La fascia d’età 25-34 anni è quella che più subisce il sovraccarico del costo dell’abitazione. Dopo la crisi del 2008, il tasso di occupazione dei giovani tra i 25 e i 34 anni è sceso drammaticamente per la fascia di età 25-34 anni. La perdita, in sostanza, è stata di 10 punti percentuali, passando dal 70% del periodo 2005-2008, al 60% del periodo 2013-2015.

report cohousing come trend abitativo 4
report cohosuing come trend abitativo 6

Una recente indagine Censis, rivela che i Neet (Not engaged in Education, Employment or Training) sono in continuo aumento: nel 2020 i giovani tra i 25 e i 34 anni che non studiano e non lavorano sono 1.927.800, pari al 21%, aumentati di 5 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Per favorire l’autonomia abitativa dei giovani, il decreto legge n. 73.2021 ha introdotto nuove agevolazioni fiscali in materia di imposte indirette, noto come “bonus prima casa under 36”. Tali agevolazioni si applicano tra il 26 maggio 2021 e il 31 giugno 2022. I requisiti per accedervi sono i seguenti: avere meno di 36 anni ed un indicatore ISEE non superiore a 40.000 € annui. Grazie a questo provvedimento, le richieste di finanziamento da parte di giovani di età inferiore a 36 anni sono salite, tra gennaio e settembre 2021, dal 38 al 48%.

Bisogni e desideri

Oltre al tema economico, va sottolineato come una delle cause del ritardo nell’acquisto della casa non sia quantitativa bensì qualitativa. Una ricerca del 2021 di Immobiliare.it, effettuata su un campione di 1500 persone tra i 15 e i 30 anni, riporta che il 98% degli intervistati vorrebbe acquistare un’abitazione il prima possibile. La crisi pandemica del 2020 e le misure di lockdown hanno generato una nuova domanda di case: oltre il 10% degli intervistati afferma che l’esigenza di cambiare casa è stata scatenata da questo evento. L’acquisto della prima casa resta la motivazione principale, con il 75% delle preferenze. Il ritardo nell’acquisto non è dovuto, in questo caso, alla mancanza di case in assoluto – solo nei capoluoghi si registrano 1.8 milioni di case vuote – ma di quelle che potrebbero piacere ai giovani: case più grandi, con spazi verdi e/o spazi all’aperto, con una particolare attenzione al risparmio energetico e alla sostenibilità

Che casa cercano i Millennials (1981-1996) e la GenZ. (1996-2010)?

I futuri acquirenti cercano:

    • soluzione indipendente (53%) 
    • nuova costruzione (50,5%).
    • appartamento (36%)
    • loft (11%)
    • immobile storico (10%)
    • non ha preferenze sulla tipologia (40%)
    • essenziale il garage o posto auto nello stabile (85%)
    • sistema di sicurezza (64%) 
    • aree verdi attrezzate (42%) -> fondamentale per il 67% tra i 15-18 anni contro il 31% per i 25-30enni. 
    • spazio aperto privato – giardino, terrazzo o balcone (92%)
    • classe energetica elevata (80%)
    • cucina spaziosa e due bagni (60%)

inessenziali:

  • piscina e palestra (70%)
  • portineria (66%)
  • arredi e cabina armadio (54%) -> anche se tra i 15-18 anni il 50% invece la ritiene importante

Caratteristiche della casa ideale

Caratteristiche di programma

  • il giardino privato (58%)
  • il box/garage (51%), 
  • la cucina abitabile (48%), 
  • il terrazzo (47%), 
  • il soggiorno (46%), 
  • la cameretta per i figli (45%) 
  • 2 o più bagni (45%).

Caratteristiche di comfort

  • casa luminosa (65%), 
  • riscaldamento autonomo (59%) 
  • una bella vista (48%), 
  • più grande di quella attuale (40%), 
  • connessione internet veloce (40%) 
  • aria condizionata (39%).

In che modo il cohousing può rispondere alla domanda dei giovani che non trovano nei prodotti attualmente sul mercato quello che cercano? Innanzitutto, consente di aggregare la domanda, rendendola più solida dal punto di vista economico. Può dunque rappresentare uno strumento in grado di facilitare l’uscita dalla famiglia d’origine.

Poi, il cohousing consente di dividere i costi di ampi spazi comuni quali giardini, orti, terrazze collettive, di difficile accesso per il singolo, ma fortemente richiesti da uno stile di vita contemporaneo. Infine, la dimensione e le funzioni degli spazi condivisi sono co-progettati con e per i futuri inquilini, che hanno così la possibilità di vedere realizzata la casa dei loro sogni, secondo una tendenza intersettoriale alla personalizzazione delle scelte.

Conclusioni

Questo report ha l’obiettivo di dare un quadro di alcune delle questioni sociali – antiche e nuove – a cui il cohousing può rispondere. Si tratta di questioni non solo italiane, ma che, anzi, contraddistinguono tutte le società mature. Sono qui analizzate nello specifico per il contesto italiano nel quale, come afferma Giorgio De Rita, Segretario Generale del Censis: “Si è rotto il meccanismo minuto: quello legato alla prossimità, alla famiglia, alla rete sociale di piccola scala. Se in futuro le tendenze di oggi verranno confermate – come è probabile – diventerà necessario lavorare alla ricostruzione di questo meccanismo, in forma intenzionale. Progettare e realizzare cohousing – come fa Homers – è parte di questa ricostruzione.

 

FONTI

1. Coresidenza, Wikipedia, https://it.wikipedia.org/wiki/Coresidenza (consultato il 9/12/2021)

2. Casa.it e Scenari Immobiliari, La casa che vorrei. I desideri, i sogni, le aspettative degli italiani per la casa del domani. Comunicato Stampa, Milano, 1° ottobre 2020.

3. Il campione di questa ricerca è composto da 22.000 persone così profilate: 67% donne, 29% uomini, 4% preferisce non rispondere. A livello generazionale: 7% 18-25 anni, 23% 26-34 anni, 27% 35-44 anni, 25% 45-54 anni, 14% 55-65 anni, 4% 65+. Il 79% degli intervistati è interessato a una casa in vendita e il 21% a una casa in affitto. Composizione del nucleo familiare: Single 15%, Coppia con figli 40%, Famiglia monoparentale 4%, Coppia senza figli 26%, Divorziato/Separato 5%, 10% Preferisco non rispondere.

4. Housing Lab, Abitare collaborativo in Italia, stato dell’arte. Milano, 24 giugno 2017

5. ISTAT, Annuario Statistico Italiano 2020. Roma, 2020, p.109

6. Ibidem

7. Ibidem

8. ISTAT, Annuario Statistico Italiano 2020. Roma, 2020, p.104

9. ISTAT, Annuario Statistico Italiano 2020. Roma, 2020, p.109

10. ISTAT, Annuario Statistico Italiano 2020. Roma, 2020, p.104

11. ISTAT, Annuario Statistico Italiano 2020. Roma, 2020, p.107

12. Ibidem

13. Nomisma, Next Housing. Evidenze, strumenti e modelli di offerta. Dossier, giugno 2021, p.2

14. Population Pyramid Statistics: https://www.populationpyramid.net/world/2015/ [consultato il giorno 11/01/2022, p.2

15. SPACE10 & Urgent.Agency, IMAGINE Issue 2, SPACE10 & Urgent.Agency Publication, 2018

16. Censis, La società italiana al 2021, 55° Rapporto Censis, 2021

17. ISTAT, Annuario Statistico Italiano 2020. Roma, 2020

18. Nel Dizionario critico di filosofia di Lalande, la comunità è un «gruppo sociale caratterizzato dal fatto di vivere insieme sulla base di beni comuni o risorse che non sono proprietà individuali». (vedi: A. Lalande, Comunità, in Dizionario critico di filosofia rivisto dai membri e dai corrispondenti della società francese di Filosofia e pubblicato con le loro correzioni e osservazioni, II edizione, Milano, Isedi 1975 (ed. or. Vocabolaire tecnique e critique de la philosophie, I ed., in Bullettin de la société française de philosophie, 1902 – 1923). Nella Proposta di Legge della Camera dei Deputati n.2250 del 1°aprile 2014, all’Art.1 comma 4 una comunità intenzionale viene così definita: <> (vedi: Camera dei Deputati, Proposta di Legge n. 2250, Riconoscimento e disciplina delle comunità intenzionali, 1°aprile 2014).

19. Sidief, La casa in Italia. Roma, aprile 2019, p.45

20. Agenzia delle Entrate, Distribuzione della Proprietà e del Patrimonio Immobiliare. Gli immobili in Italia 2019. 2019, p.16

21. Sidief, La casa in Italia. Roma, aprile 2019, p.44

22. Sidief, La casa in Italia. Roma, aprile 2019, p.58

23. Nomisma, Next Housing. Evidenze, strumenti e modelli di offerta. Dossier, giugno 2021, p.26

24. Nomisma, Next Housing. Evidenze, strumenti e modelli di offerta. Dossier, giugno 2021, p.12

25. Sidief, La casa in Italia. Roma, aprile 2019, p.55

26. Censis, La società italiana al 2021, 55° Rapporto Censis, 2021, p.26

27. Agenzia delle Entrate, L’Agenzia Informa. Guida per l’acquisto della casa: le imposte e le agevolazioni fiscali, Novembre 2021, p.24

28. Ilenia Carlesimo, Giovani. Casa: chi la compra la sogna così, in “Repubblica”, 11 novembre 2021

29. Casa.it e Scenari Immobiliari, La casa che vorrei. I desideri, i sogni, le aspettative degli italiani per la casa del domani. Comunicato Stampa, Milano, 1° ottobre 2020.

30. Casa.it e Scenari Immobiliari, La casa che vorrei. I desideri, i sogni, le aspettative degli italiani per la casa del domani. Comunicato Stampa, Milano, 1° ottobre 2020.

31. Sidief, La casa in Italia. Roma, aprile 2019, p.45. Il dato esclude le seconde case.

32. Ilenia Carlesimo, Giovani. Casa: chi la compra la sogna così, in “Repubblica”, 11 novembre 2021

33. Censis, Presentazione del 55° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2021, Video Youtube, 1:10:45, pubblicato da “Youtube”,

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