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Il “nuovo Rinascimento” siciliano passerà anche attraverso il cohousing?

Homers è partner di Farm Cultural Park  per la candidatura al bando New European Bauhaus dal titolo “Sostenere la diffusione di dimostratori faro per il Nuovo Bauhaus Europeo nel contesto delle Missioni di Horizon Europe”.

Che cos’è New European Bauhaus

A 100 anni dalla fondazione del Bauhaus, la celebre scuola di architettura e design, The New European Bauhaus è un’iniziativa che lega il Green Deal Europeo agli spazi della città e dell’abitare, riprendendo i principi dell’interdisciplinarietà e l’approccio multiscalare della storica scuola di Weimar. Le sfide da affrontare sono riassunte in cinque temi: ambientale; economico; sociale; conservazione e riuso del patrimonio storico-culturale; demografico. L’obiettivo del premio è di finanziare progetti per migliorare la nostra vita quotidiana, concentrandosi su una migliore convivenza in luoghi più belli, sostenibili ed inclusivi. I cinque progetti faro supporteranno il Nuovo Bauhaus Europeo facendo ricorso all’architettura, all’estetica e all’inclusione come risorse fondamentali per una società sostenibile. 

Il “nuovo Rinascimento” siciliano: FARM e Homers lavorano insieme al progetto-pilota di cohousing

Farm Cultural Park partecipa al bando mettendo in rete cinque città siciliane situate nelle aree interne dell’isola che sono state segnate da pratiche edilizie incontrollate, mancanza di pianificazione, invecchiamento  della popolazione e spopolamento. Favara, Riesi, Mazzarino, Butera e Gela saranno le protagoniste di un “Nuovo Rinascimento” siciliano, secondo un modello riproducibile su scala globale. L’idea è di replicare il modello “FARM” di iniziative dal basso di city-making, rafforzando il senso di appartenenza delle persone ai luoghi. A Favara infatti 3.000 metri quadrati di tessuto urbano semi-abbandonato sono stati trasformati in spazi stimolanti per scambi ed esperienze culturali. Come ripensare, rafforzare e scalare l’ecosistema FARM in risposta alle sfide sociali e ambientali emergenti?

All’interno del consorzio dei 21 partner locali, nazionali e internazionali, il ruolo di Homers sarà quello di progettare la trasformazione di un edificio nobiliare abbandonato in un nuovo progetto di cohousing. L’obiettivo è attivare la comunità a partire dall’abitare, progettando collettivamente spazi da condividere e attività ospitate. La morfologia della città, con le sue corti interne, ne costituisce l’infrastruttura: già in passato infatti questi spazi venivano condivisi all’interno del vicinato. 

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Il progetto avrà la funzione di “casa madre”: come in una foresta l’albero madre protegge e distribuisce i nutrienti agli altri alberi più giovani, così il palazzo assumerà un ruolo centrale nel fornire servizi collettivi aperti alla città come laboratori, spazi di incontro e di piccola produzione, ristorazione, eventi, cura e animazione. Attorno ad esso, poi, si innesteranno una rete di case private che godranno degli spazi e dei servizi condivisi pensati anche per un pubblico più ampio. Pensare quindi come ri-abitare i luoghi, attraverso un progetto – prototipo che funga da innesco per una rete di interventi capillari sul territorio, e che attivi, così, un processo di rigenerazione e innovazione sociale a scala urbana.

La candidatura è stata accettata: speriamo che il desiderio di co-abitare all’interno di un progetto bello, sostenibile e inclusivo diventi presto realtà. 

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