Home Forum # sharing Dal libro di Ida Faré, Sapere femminile e cura della città

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    “Fin
    dall’origine il quartiere, il borgo, la città sono nati e si sono
    strutturati come comunità di corpi viventi, ma se guardiamo alla grande
    urbanistica, alla metropoli funzionale, infrastrutturale, pianificata
    dall’alto, ci perdiamo in immensi disegni astratti dove i corpi non
    esistono più, sono semmai utenti, identificati in un solo tratto della
    loro vita. E nella nostra esperienza quotidiana di abitanti ci muoviamo
    in una città scortese, frettolosa, ostile, pensata sull’uomo a una dimensione,
    su un corpo standard, un uomo grigio che scende dal treno al mattino
    per imbucarsi nel metrò, insieme a quei “battaglioni di gente grigia”,
    come li chiamava Luciano Bianciardi ne La vita agra”.

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