Come sta cambiando l’idea della casa? La forza del cohousing

Prima noi costruiamo le nostre case, poi le nostre case costruiscono noi. -W. Churchill –

Con l’emergenza covid-19 ed il confinamento, le nostre case sono diventate il nostro mondo.

Vivere più intensamente e continuativamente gli spazi domestici ha fatto emergere riflessioni e con esse bisogni, critiche e nuovi desideri per il presente ed il futuro della nostra casa.

Ben diverso è vivere questi giorni in un piccolo appartamento di città -magari in condivisione- oppure in una villa unifamiliare immersa nel verde. La differenza la fanno gli spazi che compongono la casa: spazi per la privacy personale e spazi per la condivisione in famiglia. Il modello abitativo proposto dai cohousing sta dimostrando i suoi punti di forza: concepito e progettato con la partecipazione degli abitanti per vivere in autonomia con il proprio nucleo familiare, offre allo stesso tempo la possibilità di espandere i propri spazi domestici e accedere a spazi accessori e condivisi come co-working, spazi verdi, salotti. Se la casa è il nostro rifugio di vita, l’importanza di avere spazi adeguati che riescano a contenere i nostri bisogni e che al contempo ci mettano in relazione col mondo esterno, il mondo naturale – tramite terrazzi, cortili o giardini – è un altro dei bisogni emergenti a cui i cohousing  stanno rispondendo.

Se proviamo dunque ad iniziare ad immaginare la nostra casa futura, questa potrebbe essere più condivisa, partecipata e con spazio per vivere la natura.

Qui sopra tre immagini del condominio condiviso Buena Vista Social Club

testimonianze dal mondo

Philippe di Bruxelle vive in un progetto di cohousing che fa parte della rete di CLT della città di Bruxelles. Ci racconta che in questo periodo difficile è felice di vedere i suoi vicini viversi la loro terrazza condivisa. IL VIDEO E’ IN LINGUA FRANCESE

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