Una casa delle religioni

Da sempre le religioni stanno sui territori, convivono, si scontrano e tracciano confini su porzioni di spazio più o meno grandi: si potrebbe dire che da una scala globale a quella micro di una sala esistono innumerevoli esempi di pluralismo religioso.

La casa delle religioni è uno studio sul percorso per la creazione di uno spazio interfedi, è un modello d’interazione fra modelli religiosi. L’obiettivo della ricerca è quello di distaccarsi dal concetto di stanza bianca priva di simboli e cercare invece un modo per far convivere in uno stesso spazio religioni diverse.

Homers, insieme a Benvenuti in Italia ha così individuato alcune tipologie alternative di condivisione dello spazio della preghiera che non eliminano la conflittualità portata da simboli e pratiche, ma ne propongono una mediazione tramite l’articolazione degli spazi.

Tra queste la più evidente, e forse la più trascurata, è la città stessa. A Torino, a San Salvario, ad esempio, tra i nuovi torinesi figurano nei primi anni del nuovo millennio, decine di migliaia di immigrati. Qui si prega ovunque, nelle chiese, nei cortili, nei garage e nelle palestre; chiese strutturate e forme di aggregazione temporanea sono mescolate a pratiche di vita e filosofie del benessere. Tuttavia, per Torino, come per altre città d’Italia, mancano dati qualitativi e quantitativi più precisi sulla diversità religiosa da un punto di vista numerico, se non ricostruiti da stime a partire dalla presenza di migranti.

In questo contesto cangiante e sfaccettato, il progetto di mappatura dei luoghi di culto, iniziato nel 2011 e non ancora concluso, ha permesso di studiare la presenza delle religioni sul territorio, in termini di riconoscimento, di visibilità, di integrazione sociale e culturale, inclusione/esclusione sia dall’interno (le comunità religiose) sia dall’esterno (le istituzioni pubbliche e i cittadini). Al contempo, la città ha da tempo avviato politiche e progettualità che riconoscono il pluralismo religioso come elemento di dialogo, mutuo riconoscimento, rispetto e relazione tra le diverse comunità religiose presenti in città ed esse hanno contribuito alla istituzionalizzazione di molti di questi luoghi.

Su questo terreno uno spazio multireligioso che, come la città stessa, metta in campo simboli e forse conflitti, sembra possibile, ma non può sostituire la piena espressione di ogni forma religiosa nello spazio pubblico.

 

Studio elaborato da:
Homers e Benvenuti in Italia

Committente:
Compagnia di San Paolo

in collaborazione con il Comitato interfedi della città di Torino